I racconti di Felineo: Dentino e il cartello stradale

A Felineo è quasi primavera. Lo si sente nell’aria. Lo si vede in cielo. Lo si percepisce osservando i prati e gli alberi. Lo si intuisce dall’agitazione dei gatti che popolano il paese.

Dentino nello zaino della Kuro. Disegno di Alexia Bianchi per il libro L’Esercito dei Bruttini sull’Isola dei Giganti di Anna Celenta – PAV Edizioni

Dentino, la Kuro e Kratos sono appena tornati dalla missione dell’Esercito dei Bruttini sull’Isola dei Giganti. Dentino si sente super, anzi supereroe. Anche grazie al suo contributo, l’avventura dell’Esercito dei Bruttini si è conclusa al meglio e per questo Kristal gli ha conferito un nome di battaglia, il Super Lucky, che lo fa sentire orgoglioso e convinto di poter affrontare qualsiasi cosa, specialmente le imprese più pericolose.

«Io fono Dentino, il Fuper Lucky e neffuno mi può fermare. Combatto il male e le ingiustiftie e con il mio mantello poffo volare anche fugli alberi!».

«Sì, però adesso vola subito giù di lì prima che Pablo chiami i pompieri come l’ultima volta!» la Kuro si sente un po’ la sua mamma e da quando lo ha trovato clandestino nel suo zaino cerca di non perderlo di vista.

Dentino è uno degli ultimi gatti accolti da Tata e Pablo. Ha circa tre mesi e mezzo e il suo ricovero a Felineo risale al giorno della sua nascita. Orfano di mamma, proprio come la Kuro, è un micino nero spelacchiato con due dentini sporgenti dal labbro inferiore. Questa caratteristica, oltre al fatto che è ancora un cucciolo, gli crea qualche problema di pronuncia: ecco perché quando lo ascolterete, al posto della esse sentirete la lettera effe, mentre la zeta sarà sostituita da un miscuglio tra effe e ti!

«Io fono Dentino, il Fuper Lucky e ora con il mio fuper mantello volo giù da quefto altiffimo albero perché anche fe fono piccolo fono un fuper gatto! Volooooooo!».

Super Lucky, disegno di Alexia Bianchi per L’Esercito dei Bruttini sull’Isola dei Giganti di A. Celenta – PAV Edizioni

«Ahi! Sei atterrato proprio sulla mia testa, fai più attenzione!» La Kuro lo guarda di traverso e si allontana: «Non metterti nei guai come al tuo solito! Ci vediamo dopo!».

Appena la Kuro se ne va, Dentino decide di fare un giretto per Felineo al tepore del primo sole di quella giornata di quasi primavera. Si incammina lungo un sentiero inesplorato. Ogni tanto si lascia prendere dalla sete di avventura e, nonostante sia stato sgridato più di una volta, si addentra in zone che non sono alla portata delle sue zampette.

Il sentiero è leggermente in salita e conduce a una piccola collina oltre la quale nessun gatto di Felineo è mai stato, ma la curiosità di Dentino è più forte di qualsiasi pericolo possa nascondersi oltre quella collina.

Sul lato sinistro qualche fiore è sbocciato per donare una nota di colore al verde prato. Ci sono i puntini azzurri delle veroniche. Le pennellate bianche delle margherite. C’è il giallo solare delle primule e il soave viola delle violette. A destra qualche albero da frutto non ha ancora dipinto i suoi rami, ma le foglie verdi e rigogliose preannunciano l’imminente arrivo dei primi boccioli.

Dentino raggiunge una curva, dopo la quale il sentiero diventa più impervio, quasi a presagire qualcosa di negativo. Ed è proprio in quel punto che si blocca attirato da una richiesta di aiuto. Si guarda intorno, ma non vede nessuno. Fa per riprendere il cammino.

«Aiuto! Aiuto!» la voce è ovattata e la richiesta disperata. Sembra provenire da un luogo chiuso, ma Dentino non vede né case, né rifugi, né altro anfratto dove qualcuno possa essere intrappolato. E poi gli alloggi dei gatti di Felineo sono nel centro del paese. Lì ci sono solo prati, sentieri e vegetazione.

L’unico oggetto artificiale è un cartello stradale che indica di fare attenzione agli animali selvatici vaganti. La richiesta di aiuto si ripete in maniera ancora più insistente. Il gattino si guarda intorno perplesso. Continua a non capire la provenienza dell’angosciato richiamo.

«Aiuto! Aiuto!» la voce insiste.

Dentino gira la testa a destra e a sinistra. Avanti e indietro, ma non vede nulla di strano. Aspettate un attimo! Qualcosa di strano c’è! Non vi sembra improbabile un cartello stradale in un paese dove non ci sono auto né altri mezzi di trasporto? Felineo è costruito a misura di gatto: Tata e Pablo lo hanno ideato privo di pericoli per i gatti come per gli altri animali, quindi non ci sono neppure le auto. E allora cosa ci fa un cartello stradale in mezzo alla natura in un paese senza macchine?

Dentino osserva il triangolo con il cervo disegnato. Il cervo non è solo. Sulla sua groppa siede infatti un piccolo gnomo. Adesso che lo sguardo di Dentino è rivolto al cartello anche la voce appare più chiara come la provenienza del grido.

Toc, toc, toc «Sono qua, mi vedi?» lo gnomo bussa contro la parete del triangolo per attirare l’attenzione di Dentino che si è appena accorto di lui.

«E tu chi fei? Cofa ci fai lì dentro?» domanda sbalordito il micino.

«Sono uno gnomo, vengo da un’altra dimensione e sono rimasto intrappolato. Per favore aiutami a uscire e ti racconterò la mia storia».

«Certamente! Quefta è una faccenda da fupereroi e tu hai incontrato quello giufto: il Fuper Lucky!».

«Il fuper cosa?».

«Fono io, Dentino il Fuper Lucky».

«Senti non ho tempo da perdere! Devo portare il cibo alla mia famiglia e sono intrappolato qui dentro da giorni. Tu e il tuo amico Fuper aiutatemi a uscire di qui, per favore!».

«Io, io fono fempre io, Dentino il Fuper Lucky!».

«Va bene, ho capito, non perdiamoci in chiacchiere, aiutami per favore!».

«Certamente! Afpetta un attimo torno a Felineo a prendere la mia caffetta degli attreftifti e vengo a falvarti».

«Io di qui non mi muovo, ma fai presto!».

Dentino corre verso il centro del paese. Finalmente ha trovato un caso tutto suo da risolvere e lo farà senza l’aiuto della Kuro o di qualsiasi altro Bruttino. Si dirige verso la sua cuccia cercando di passare inosservato. Lì, tiene la cassettina degli attrezzi, uno dei quali farà sicuramente al caso suo. La Kuro lo intravede con la coda dell’occhio, ma fa finta di niente.

«Starà giocando come al solito al supereroe!» pensa, lasciandolo andare. Con la cassettina sulla schiena, Dentino torna dallo gnomo.

«Eccomi qua! Ho fatto velociffimo, ho volato graftiie al mio fuper mantello!».

«Ancora questo fuper…», lo gnomo è sempre più perplesso.

«Bravo! Ora sbrigati se non torno a casa entro sera la mia famiglia resterà un altro giorno senza cibo. Ho dei figli piccoli! Saranno affamati!».

Dentino apre la cassettina e fruga tra gli attrezzi: una vecchia dentiera sdentata, un paio di occhiali senza lenti, un microfono senza pile, un topino giocattolo senza zampe, una pallina schiacciata che non rotola più, un gomitolo di lana sfilacciato…

«Vedo che lì dentro hai tutto il necessario per liberarmi?» nota tra l’ironico e il preoccupato lo gnomo intrappolato.

S’intravede il fondo della cassettina, quando Dentino trova finalmente quello che fa al caso suo: «Eccolo, proprio quello che cercavo!» afferma, brandendo un cacciavite di gomma.

Lo gnomo è sempre più preoccupato. Dentino si avvicina al cartello e inizia ad armeggiare con il cacciavite giocattolo.

«Ftai fermo lì, ci fono quafi!».

«Di qui non mi muovo di sicuro!».

Improvvisamente qualcosa si sposta. Forse Dentino ha davvero dei super poteri? Anzi fuper poteri? O forse il cacciavite di gomma è un attrezzo inventato dal professore Generoso Tappabuchi per l’Esercito dei Bruttini con proprietà magiche?

Mentre Dentino continua ad armeggiare, irrompe un forte boato. Un intenso fumo nero avvolge il gattino e il cartello con lo gnomo a cavallo del cervo. Non si vede nulla. Il cacciavite di gomma cade a terra. Il fumo si dilegua. Dentino non è più vicino al triangolo. È sparito! Che fine ha fatto? Eccolo: Dentino è dentro al cartello e cavalca felice il cervo. Lo gnomo anche, ma per niente felice.

«Ehi! Ciao io fono Dentino, il Fuper Lucky» la zampa del cucciolo è protesa verso il piccolo gnomo, che sbuffando risponde: «Hai visto cosa avete combinato tu e quel tuo amico fuper? Adesso come usciamo di qui?».

«Fcufa non volevo metterti nei pafticci. Defideravo aiutarti, ma qualcofa non ha funftionato!».

«Perdonami, non volevo essere maleducato, ma sono chiuso in questa bidimensione da giorni e sono preoccupato per la mia famiglia. Io mi chiamo Tonio e vengo da Gnosis. Uso i cartelli stradali per passare dal mio mondo al vostro per procurare il cibo per i miei cari, ma questa volta qualcosa è andato storto e sono rimasto intrappolato».

In poche parole Tonio si presenta a Dentino e gli racconta il suo viaggio da un mondo all’altro.

La dimensione da cui arriva si chiama Gnosis, da cui il nome della specie a cui appartiene, ovvero gli gnomi, un popolo saggio legato alla natura e ai suoi ritmi. Negli ultimi tempi, però, i frutti di cui si cibano gli gnomi scarseggiano, così, Tonio e gli altri capifamiglia hanno individuato un modo per saltare da Gnosis alla Terra, attraverso i cartelli stradali, appunto. Qui hanno trovato delle bacche simili alle loro in grado di sostituire ciò di cui si cibano da generazioni. Durante uno dei suoi viaggi, mentre sta abbeverando il suo fedele cervo Furia, Tonio scopre una grossa coltivazione delle preziose bacche. Le sue intenzioni sono quelle di portare via una radice e piantarla a Gnosis per riavviare la produzione, ma qualcosa non va come deve. Quel luogo si trova proprio oltre la collina che confina con Felineo. L’ultimo cartello per saltare dirimpetto alla coltivazione si trova dall’altra parte e sbuca vicino al cortile di un’anziana donna.

Non si conosce bene l’artificio con cui gli gnomi riescano ad attraversare la propria dimensione e arrivare nella nostra, passando attraverso i cartelli stradali, ma fino a quel momento, gli spostamenti di Tonio sono sempre stati efficaci. Qualche volta, mentre rientrava nel cartello vicino alla casa dell’anziana donna, l’aveva udita lamentarsi perché le zampe di Furia sporcavano la strada lasciando impronte e pezzi di terra. Forse la donna aveva capito che Tonio voleva portare via una delle sue piantine? O si lamentava solo della sporcizia che si lasciava dietro una volta rientrato nel cartello? Sembra, infatti, che i suoi problemi di trasferimento da una dimensione all’altra siano iniziati proprio dalla scoperta di quella coltivazione. 

«Fono ficuro che è ftata lei, la fignora!» Dentino ne è convinto. «Fomiglia a quella brontolona di Cordelia. È una gatta di Felineo che fi lamenta di noi giovani e minaccia fempre di bucarci le palline o nascondere il puntino roffo che Pablo ufa per farci giocare. Lo fai che non riefco mai ad acciuffarlo quel puntino roffo? Chiffà perché?».

«Ma adesso che anche tu sei rinchiuso qui con me come facciamo a uscire, scoprire se è stata l’anziana signora e, soprattutto, portare il cibo alla mia famiglia e la coltivazione di bacche a Gnosis?».

È quasi buio. Dentino è lontano dalla sua cuccia da parecchie ore. Strano che nessuno abbia notato la sua assenza. Tante volte si è allontanato, mai però così a lungo. All’ora di cena Dentino si è sempre presentato puntuale davanti alla ciotola con il suo nome. Questa volta, però, tutti i gatti hanno mangiato, alcuni stanno già sonnecchiando, altri si rincorrono e Dentino non si è visto. Per fortuna la Kuro, sempre vigile ai movimenti del suo cucciolo adottivo, si è preoccupata e, insieme a Kratos, lo sta cercando. Tardano ad arrivare perché Dentino, come al solito, ha fatto le cose di nascosto e nessuno ha visto in quale direzione è andato a giocare. Dopo alcune ricerche ai quattro angoli del paese, la Kuro e Kratos arrivano ai piedi della collina proibita. Il sole sta calando dietro di essa. Ancora pochi istanti e sarà completamente buio. 

«Fammi penfare… cofa poffiamo fare…», improvvisamente, Dentino nota la Kuro e Kratos che si avvicinano. «Urla più forte che puoi!» ordina il cucciolo allo gnomo.

«Aiuto, aiuto!» toc, toc… La Kuro e Kratos cercano di individuare la provenienza di quel grido.

«Fiamo qui, Fiamo qui dentro! Nel cartello!» la squillante voce di Dentino si fa notare.

I due gatti si avvicinano e domandano perplessi come abbia fatto a entrare in quel cartello.

«Volevo falvare il mio amico Tonio!» chiarisce dispiaciuto Dentino, aggiungendo: «Io Fono Fuper Lucky e devo falvare i deboli e gli indifesi, le perfone e gli animali in pericolo. Tonio ha chiefto il mio aiuto e io fono qui dentro per aiutarlo!».

«Spiegami come fai ad aiutarlo se anche tu sei imprigionato nel cartello?» domanda perplessa la Kuro.

«Ho provato con tutti i miei attreftiftii, ma qualcofa è andato ftorto e mi fono ritrovato dentro con lui e il suo cervo Furia!».

«Facciamo un nuovo tentativo. Sei sicuro di non avere nulla con te? Hai lasciato tutto nella cassettina degli attrezzi oppure hai con te quella cosa che non devi mai e poi mai dimenticare?».

«La pergamena!» esulta entusiasta il cucciolo «Sì, ho con me la pergamena! Eccola!».

«Bene, allora prova a recitare il giuramento dell’Esercito dei Bruttini. Fatti aiutare da Tonio. Noi faremo lo stesso da fuori e vediamo cosa succede!».

Dentino srotola la pergamena e insieme a Tonio, alla Kuro e a Kratos recita il solenne giuramento dell’Esercito dei Bruttini:

Io sono bruttino, ma per questo carino.

Io sono morbidoso, ma anche spinoso.

Io sono buono e so tanto amare, ma divento cattivo se per il debole debbo lottare.

Io dispenso coccole e ne ricevo, perché un abbraccio è un’arma potente che può dare gioia alla gente.

Se da un bruttino un abbraccio riceverai, tu buono non temerlo mai.

Se da un bruttino un abbraccio riceverai, tu cattivo te ne pentirai.

Bruttino io ma anche tu che oltre all’aspetto non vedi più!

Bellino io e pure tu che oltre lo sguardo sai andare giù!

Naturalmente se lo leggete con la pronuncia di Dentino vi consiglio si sostituire le esse con le effe, non sarà tanto facile, ma di sicuro sarà divertente!

Appena terminata la lettura della pergamena, una nuvola avvolge il cartello. Questa volta non è scura come quella che ha imprigionato Dentino, ha infatti i colori dell’arcobaleno. Quando si dissolve, Dentino, Tonio e Furia sono tridimensionalmente davanti alla Kuro e Kratos, mentre il cartello non c’è più.

Tonio ringrazia felice i suoi nuovi amici, che lo invitano a Felineo per passare la notte.

Il giorno successivo tutti gli abitanti del paese di gatti, compresi Tata e Pablo, si dirigono oltre la collina. Tata bussa alla porta dell’anziana signora che risponde scocciata:

«Cosa volete? Andate via di qui!».

Gentilmente, Tata spiega il motivo della loro visita. La signora, anche se controvoglia e in maniera sgarbata, si lascia convincere e si affaccia alla finestra. Il suo sguardo è serio, gli occhi sono cupi, ma quando vede tutti quei gatti la tensione svanisce e il suo cuore si intenerisce. Anche le streghe subiscono il fascino sornione dei loro languidi occhioni. Pablo le spiega il motivo della loro visita. L’anziana donna confessa di aver costruito un cartello finto per imprigionare Tonio e impedirgli di tornare. Si fa promettere dallo gnomo di non passare più di lì a sporcare il cortile con terra e fango. In cambio, Tonio avrà una piantina di bacche da portare nel suo mondo.

«Certo signora!» accetta felice lo gnomo. «Grazie alla sua piantina potremo riavviare la coltivazione di bacche a Gnosis e nessuno gnomo tornerà più nel suo cortile, glielo prometto!».

Ricevuta in dono la piantina di bacche, Tonio ringrazia l’anziana donna e saluta gli amici di Felineo che lo hanno salvato. Grazie a loro può finalmente portare il cibo alla sua famiglia e a tutti gli abitanti di Gnosis.

Dentino lo abbraccia: «Un altro cafo rifolto da Fuper Lucky!».

«Ancora con questo Fuper…», e Tonio sparisce nel cartello stradale.

Nota dell’autrice: se passate da Madregolo (PR) dalla Via Emilia verso Collecchio fate attenzione al primo cartello stradale sulla destra che indica attraversamento animali selvatici… forse Tonio esiste davvero…

di Anna Celenta ©riproduzione riservata. È assolutamente vietato ricopiare o ripubblicare in qualsiasi forma senza l’autorizzazione scritta dell’autore.

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